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Una vita scandita dalle pillole: da quelle per non fare bambini a quelle per andare di corpo, da quelle per modificare gli stati d’animo a quelle per rimpinzare di inutili vitamine la nostra (utile?) esistenza. L’ultima pillola, quella più miracolosa di tutte, quella che sostituisce l’iniezione di farmaci agonisti del recettore GLP-1, è arrivata e sarà presto disponibile anche da noi dopo essere stata approvata negli Stati Uniti. Quindi si potrà dimagrire anche senza farsi delle iniezioni, senza muoversi, senza sforzo, senza modificare dieta e stile di vita. Basterà prendere una pillola per perdere peso, ritrovare un aspetto migliore, ridurre i sensi di colpa. Certo, il tutto era stato pensato per la terapia del diabete, però, anche grazie alle segnalazioni della vicina di casa e al passa-parola, il nuovo farmaco era stato adottato da molti individui per perdere peso senza fare fatica.

Adesso però una ferale notizia si aggiunge quelle già note: così come se smetti di prendere la pillola anticoncezionale magari puoi rimanere incinta e se smetti di prendere quella per addormentarti  rischi di rimanere sveglio tutta la notte, se smetti di assumere quella pensata per il diabete ma usata per dimagrire, recuperi assai rapidamente il peso perduto, con una media di accumulo adiposo di quasi mezzo chilo al mese (BMJ, 7 gennaio 2026).  In poco tempo quindi diventi il ciccione di prima e tutti i soldi spesi per acquistare il farmaco (tanti) si dimostrano inutili, a meno di continuare a prendere il farmaco per tutta la vita ma con effetti collaterali ancora poco conosciuti.

E pensare invece ad una alimentazione più sana e meno abbondante? Magari muoversi un po’ di più e seguire le indicazioni per stili di vita meno rischiosi per la nostra salute?

Su questa linea negli Stati Uniti sono appena uscite le nuove indicazioni governative per un’alimentazione differente da quella oggi più diffusa, specie nei Paesi più sviluppati, e che in effetti conferma senza alcun dubbio il vecchio detto “l’uomo si scava la fossa con i denti”. Obesità, patologie metaboliche, diabete, ipertensione, condizioni cardiovascolari, alcuni tumori sono tra le più comuni condizioni legate ad una alimentazione ormai prevalentemente basata, sin dall’infanzia,  su cibi ultra processati, bevande aromatizzate, alimenti zuccherati e conservati.

Pur con alcune perplessità, appare chiaro che persino negli USA, patria dell’alimentazione scorretta, ci si pone il problema di affrontare un’epidemia di obesità che ha raggiunto il 40% della popolazione con una prevalenza preoccupante nell’infanzia. In realtà il segreto per stare meglio e vivere più a lungo senza grossi problemi è il segreto di Pulcinella: sappiamo tutti che sarebbe necessario muoversi di più e soprattutto mangiare di meno e meglio. Già nel Medioevo la Scuola Medica Salernitana ci avvisava che mangiare molto accorcia la vita e che una dieta moderata, assieme a un animo sereno, è il segreto per vivere a lungo. Oggi la chiamiamo restrizione calorica, una condizione che ci dovrebbe spingere a rivedere la attuali abitudini alimentari, con l’obiettivo di vivere di più ed essere più sani. Il tutto senza posizioni estreme e fanatiche, altrimenti il rischio reale diventa quello di vivere da malati per morire da sani.

Ovviamente qualche perplessità appare legittima in merito alle nuove indicazioni  alimentari USA e tuttavia va apprezzato il tentativo di rimettere in discussione le attuali abitudini alimentari, ormai basate prevalentemente su prodotti preconfezionati, processati, ricchi di additivi, zuccheri semplici, sostanze conservanti.  Non possiamo quindi che essere d’accordo con questi iniziali elementi tesi a ri-considerare la nostra alimentazione, anche se in realtà da molto, troppo  tempo sappiamo che la gola costituisce non solo uno dei sette vizi capitali, ma anche la causa e l’origine di molti e gravi problemi per la nostra salute.

Quindi una alimentazione corretta contribuisce non poco al nostro benessere, anche se poi, al netto della dieta, l’aria che siamo costretti a respirare ci porta nella direzione opposta. Ma questo è un altro (e pericoloso) discorso.

 

Pietro Cavalli

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