Home

Mancava pochissimo, ormai. Dopo anni di annunci, qualche centinaio di milioni e tanto bitume, la ciclovia VENTO , da VEnezia a TOrino (e viceversa), attendeva solamente una passerella da duecento metri, cinque anni di lavori, due milioni di spesa. Sappiamo tutti come è andata finire e quindi, se è ormai impossibile il collegamento Torino-Venezia (VENTO), vale la pena di salvare il salvabile, magari rendendoci conto che almeno da Sacca (PR) a Correggio (RE) il tragitto è possibile, senza interruzione alcuna. Sarà però necessario cambiare il nome della ciclovia che, combinando i nomi delle due località sopra citate, potrà acquisire un significato meno aulico e più confidenziale.

A monte della attuale interruzione va inoltre segnalato che la ciclovia è interamente percorribile anche tra PEcetto di Valenza (AL) e TOrino (TO), con analogo significato. Ambedue i tratti e le loro nuove denominazioni potrebbero essere dedicati ad AIPO, che ha gestito i finanziamenti regionali per il crollo della passerella della ciclovia sull’Adda. Però, vista l’ottima figura di tale organizzazione, potrebbe valere la pena di rivedere anche questa sigla, magari riscrivendola AHI,PO (veri noi).

Octopus

L'Editoriale

In Breve

Gelsomina

Ripubblichiamo il racconto “Gelsomina” di Licia Tumminello, che ha vinto il primo premio nel concorso letterario L’Alcova Letteraria III Edizione, ed è stato pubblicato nell’antologia

Leggi Tutto »

I gelati Ratati e il camioncino

I primi gelati confezionati apparvero nei bar intorno al 1950. Il più desiderato era il “mottarello” conosciuto anche come “fiordilatte” per il suo aspetto candido.

Leggi Tutto »

Contatti

Per contattarci puoi scrivere una email all’indirizzo qui sopra riportato. Oppure compila il modulo qui a fianco.