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Alla fine dello scorso mese di ottobre, come Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona, abbiamo scritto formalmente ai sette Enti pubblici coinvolti nella Conferenza dei Servizi decisoria sul Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del nuovo ospedale. Dalle risposte ufficiali di due enti pubblici finora pervenute emergono elementi che meritano particolare attenzione.

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha confermato che l’intero territorio comunale di Cremona è classificato a rischio archeologico e che, già nel marzo 2025, sono stati avviati sondaggi preliminari sull’area destinata alla nuova costruzione. Tuttavia, gli esiti di tali verifiche non risultano pubblicamente disponibili. ARPA Lombardia, da parte sua, ha dichiarato di non detenere il progetto né la documentazione del PFTE, precisando di intervenire esclusivamente su richiesta dell’ente proponente e di non essere l’autorità procedente del procedimento.

Abbiamo scritto agli Enti per una ragione semplice e legittima: comprendere se e come ciascun soggetto stesse valutando, per le proprie competenze, un’opera estremamente complessa e impegnativa sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico, e se tali valutazioni includessero anche un confronto con l’alternativa della riqualificazione dell’ospedale esistente.

A oggi, a distanza di mesi, solo due Enti hanno risposto, mentre dagli altri non è pervenuto alcun riscontro. Le risposte ricevute, pur corrette dal punto di vista formale, mettono in luce un dato che riteniamo problematico: gli Enti tecnici coinvolti nella Conferenza dei Servizi non possono informare direttamente i cittadini, poiché il loro unico referente è l’ente procedente (ASST Cremona), presso il quale risulta concentrata tutta la documentazione e l’istruttoria.

Siamo consapevoli che la normativa vigente consenta che una Conferenza dei Servizi si svolga anche senza incontri plenari e tramite scambi documentali. Tuttavia, riteniamo che, in un intervento di questa portata, l’assenza di momenti collegiali e di un flusso informativo accessibile ai cittadini non favorisca una reale trasparenza. Ciò che più colpisce è che, a fronte di ripetute richieste motivate, né gli Enti né l’ASST abbiano fornito risposte complete e tempestive. Questo insieme di regole e prassi appare di fatto funzionale a rinviare ogni informazione alla conclusione del procedimento, quando le decisioni sarannoormai irreversibili. Una consegna dei documenti solo a giochi fatti non può essere considerata vera trasparenza: è una beffa per il controllo civico dal basso e svuota di significato il diritto dei cittadini a partecipare
consapevolmente alle scelte che impegnano centinaia di milioni di euro di risorse pubbliche.

Non chiediamo di interferire con le decisioni tecniche, ma che la Pubblica Amministrazione adempia pienamente al proprio dovere di informare, rispondendo alle istanze dei cittadini mentre i procedimenti sono ancora in corso, non quando è ormai troppo tardi per capire e discutere.

Enrico Gnocchi
Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

Gnocchi ha inviato anche la seguente lettera all’ex segretario provinciale del Pd Michele Belllini.

In questi 30 mesi di attività del nostro Movimento abbiamo sempre chiesto alle autorità politiche e sanitarie documenti che potrebbero dimostrare ai cremonesi della città e della provincia, le ragioni strutturali, sanitarie ed economiche che la scelta di costruire un nuovo ospedale a Cremona non è fondata. La procedura , come stabilisce la legge nazionale degli appalti, e il senso comune, è valutare se ciò che esiste può essere recuperato agli stessi livelli di efficienza e efficacia rispetto a quanto si intende costruire ex novo. Questo confronto NON è mai stato fatto, secondo i parametri di legge, in quanto NON è mai stata fatta una gara e prodotto un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) dell’attuale ospedale.

Il nostro obiettivo è chiedere il PFTE della riqualificazione dell’attuale ospedale.. Non siamo pregiudizialmente contro il nuovo ospedale, ma ci rifiutiamo di accettare che venga costruito senza un confronto reale con l’alternativa sopra descritta. Purtroppo tutti i partiti ci hanno ostacolato e si dimostrano nei fatti solidali e favorevoli al nuovo ospedale. Da tempo cerchiamo di dimostrar loro che quanto da noi proposto sia lecito, democratico ed eviti uno spreco di molte centinaia di milioni. Il nostro ricorso alla magistratura (Sessione di Controllo della Corte dei Conti e all’ANAC) non ha ottenuto ad ora risultati documentabili.

Intendiamo ricorrere al TAR regionale subito dopo la conclusione della Conferenza dei Servizi (CdS), di cui ci è stato negato ogni documento prodotto, per denunciare le inadempienze della Regione Lombardia, dell’Asst e degli enti della CdS ai quali abbiamo inviato l ottobre scorso osservazioni e prescrizioni di cui ad ora non sappiamo l’esito. grazie per la sua attenzione.

Siamo disponibili ad incontrarla e a fornirle ogni documento da noi prodotto e ricevuto dalle istituzioni.

Le alleghiamo una nostra proposta di riqualificazione che ha il solo scopo di evidenziare quanto sia possibile ottenere, dopo una riqualificazione, le stesse “prestazioni” del 1° progetto Cucinella… e a maggior ragione del progetto ridimensionato di due piani e di 150 posti letto in esame attualmente dalla CdS. buona giornata.

Enrico Gnocchi

Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

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