Il Movimento per la Riqualificazione dell’ospedale di Cremona prosegue il proprio impegno di informazione pubblica portando all’attenzione dei cittadini un confronto concreto e verificabile. Il parallelo con la probabile demolizione dello stadio di San Siro evidenzia, attraverso dati comparabili, le conseguenze ambientali ed operative di una scelta che non è mai stata sottoposta a un reale confronto con l’alternativa della riqualificazione.
La demolizione integrale dell’Ospedale Maggiore e dei 12 edifici circostanti produrrebbe circa 135.000 m³ di rifiuti edilizi, circa il 35% in più dello stadio di Milano. Nessuna VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) è stata presentata per questa fase. E in una città che nel solo primo trimestre 2026 ha già superato tre volte il limite annuale UE di PM2,5, l’impatto ambientale di oltre 100.000 transiti di autocarri pesanti non può essere ignorato.
I NUMERI
Superficie edificata totale — Ospedale di Cremona: ~120.500 mq (monoblocco 85.000 + 12 padiglioni 35.500) | Stadio San Siro: ~80.000 mq
Volume detriti stimato — Ospedale di Cremona: ~135.000 m³ | Stadio San Siro: ~100.000 m³
Massa stimata — Ospedale di Cremona: ~144.000 t | Stadio San Siro: ~150.000 t
Transiti stradali totali autocarri pesanti (andata + ritorno vuoto) — Ospedale di Cremona: ~104.000 (non dichiarati nei documenti SILVIA) | Stadio San Siro: dato non disponibile
Emissioni CO₂ da demolizione/ricostruzione — Ospedale di Cremona: proporzionalmente superiori al dato San Siro | Stadio San Siro: ~210.500 t CO₂ e (fonte: Altreconomia)
Riduzione macerie con riqualificazione radicale dell’Ospedale di Cremona: circa 1/3 rispetto alla demolizione integrale
Fonti: dati SLP monoblocco da Relazione Tecnica ASST cap. 9; dati padiglioni da planimetrie DWG concorso + ASST 2. Documento di Indirizzo della Progettazione_Nuovo Ospedale di Cremona pag.37 e 147; dati San Siro da Altreconomia.
Una montagna di macerie che non viene dichiarata
La demolizione integrale dell’ospedale maggiore di Cremona — il monoblocco a dieci piani fuori terra con piano interrato e fondamenta (SLP certificata 85.000 mq), più i 12 edifici circostanti (SLP rilevata ~35.500 mq) — è stata decisa nel 2021 con il Protocollo d’Intesa, senza che fosse mai condotta un’analisi comparativa pubblica tra demolizione-ricostruzione e riqualificazione dell’esistente.
I numeri parlano chiaro: la superficie totale da abbattere supera i 120.000 mq, per un volume stimato di circa 135.000 m³ di rifiuti edilizi. A confronto, la demolizione dello stadio di San Siro produrrebbe circa 100.000 m³ di detriti. L’ospedale di Cremona ne produrrebbe il 35% in più.
Se invece si optasse per la riqualificazione radicale dell’esistente, i detriti si ridurrebbero a circa un terzo: decine di migliaia di metri cubi in meno, decine di migliaia di autocarri in meno a percorrere le strade cremonesi.
Aria già al limite: sono 54 giorni di sforamento in tre mesi, e l’ospedale non ha ancora aperto un cantiere
DATI ARPA LOMBARDIA — 1° trimestre 2026 (PM2,5)
Cremona — Via Fatebenefratelli: 54 giorni di sforamento | limite annuale UE (Direttiva 2024/2881): 18 giorni
Cremona — Piazza Cadorna: 54 giorni di sforamento | Cremona è prima in Lombardia, a pari merito con Monza
In soli 90 giorni, Cremona ha già superato tre volte il limite annuale consentito dalla Direttiva UE 2024/2881 per le PM2,5 — polveri sottili la cui esposizione prolungata è classificata dall’IARC come cancerogena per l’uomo (Gruppo 1). È la città più inquinata di tutta la Lombardia per questo parametro, nella stagione invernale 2025-2026. Lo attestano i dati ufficiali ARPA Lombardia, senza bisogno di interpretazioni.
In questo contesto, aggiungere oltre 104.000 transiti di autocarri pesanti nelle strade cremonesi nei circa 14 anni di cantiere — la stima complessiva andata e ritorno per la sola fase di demolizione e movimentazione terra del cantiere — non è un dettaglio logistico. È un carico ambientale che si scarica su una popolazione già esposta a livelli di inquinamento fuori norma.
Per lo stadio San Siro, la rivista Altreconomia ha calcolato che la demolizione e ricostruzione produrrebbe circa 210.500 tonnellate di CO₂ equivalente. L’operazione cremonese riguarda un volume di macerie di circa il 35% superiore a quello di San Siro: le emissioni climalteranti associate sono proporzionalmente più elevate. Applicando ai soli autocarri da cantiere un fattore conservativo di 700 g CO₂/km per 104.000 transiti e un percorso medio di 10 km, si ottengono oltre 700 tonnellate di CO₂ aggiuntive da traffico pesante locale — prima ancora di contabilizzare la produzione dei nuovi materiali da costruzione, che rappresenta la quota preponderante delle emissioni totali.
Il quadro oncologico del territorio: cosa dicono i dati ATS Valpadana
I dati di incidenza tumorale dell’ATS Valpadana per il periodo 2017-2021 offrono un quadro preoccupante. Il commento istituzionale dell’ATS stessa — fonte pubblica, non elaborazione del Movimento — recita per i tumori maligni complessivi: “L’incidenza più elevata è in provincia di Cremona”, sia per la popolazione maschile che femminile. Il tasso standardizzato di incidenza del distretto di Cremona (701,9 per 100.000 abitanti per gli uomini; 536,2 per le donne) supera la media nazionale stimata rispettivamente del 5% e del 6%.
Nessuna Valutazione di Impatto Ambientale per la demolizione
Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) dell’architetto Mario Cucinella, approvato dalla Regione Lombardia nell’agosto 2025, non contiene alcuna Valutazione di Impatto Ambientale riferita alla demolizione degli edifici esistenti. La fase di abbattimento è dichiarata “a carico di ASST” e sostanzialmente esclusa dal perimetro progettuale principale. I circa 135.000 m³ di macerie stimate non compaiono in alcun elaborato depositato nella procedura ambientale.
La procedura di verifica di assoggettabilità a VIA (screening VER 006537-CR), presentata da ASST sul portale regionale SILVIA, è stata archiviata il 26 febbraio 2026 perché ASST non ha risposto nei tempi di legge alla richiesta di integrazione del Comune di Cremona. La procedura deve ricominciare da zero. Nessuna valutazione degli impatti sulla qualità dell’aria locale è mai stata prodotta né richiesta.
La domanda che nessuno ha posto
Prima di impegnare oltre 600 milioni di euro di denaro pubblico, prima di generare circa 135.000 m³ di macerie in una città già prima in Lombardia per sforamenti di PM2,5, prima di aggiungere oltre 100.000 transiti di mezzi pesanti sulle strade cremonesi, qualcuno ha seriamente valutato quanto costerebbe riqualificare l’esistente?
Il Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona chiede che questa analisi venga condotta, resa pubblica e sottoposta a confronto. Non è una posizione contro il nuovo ospedale: è una posizione a favore di una scelta consapevole.
Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona
13 aprile 2026
Fonti: ARPA Lombardia, stazioni fisse PM2,5 città lombarde, 1° trimestre 2026; ATS Valpadana, infografiche per patologia 2017-2021; Altreconomia, “Demolire San Siro vuol dire ferire gravemente il clima”.































