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La professoressa Renata Patria è da oggi Cittadina Benemerita della città di Cremona che le ha dato i natali. La cerimonia di conferimento dell’importante riconoscimento civico si è svolta nel pomeriggio, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale,  prima della seduta consiliare, alla presenza anche di parenti e numerosi amici della professoressa Patria.

La cerimonia si è aperta con l’intervento del presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti:Buon pomeriggio signora Renata Patria, professoressa Patria, cittadina benemerita della città di Cremona. Buon pomeriggio e benvenuta in questo Palazzo, sin dal suo sorgere luogo del popolo e per il popolo, sede della moderna rappresentanza democratica. Questa sala, ricca di storia, che lei ben conosce, da molto tempo parla e racconta, ascolta e decide, segna la vita della nostra città, orienta il senso civico e civile della nostra comunità. Anche lei lo ha fatto professoressa, per un lungo tratto della sua vita e ancora continua, diffondendo sapere, cultura, arte, accompagnando moltissimi giovani nella loro formazione, rendendo più ricche interiormente, già consapevoli le tante persone che hanno avuto l’opportunità di sentirla ed ascoltarla. Lei ha contribuito alla cittadinanza di molti, perciò il Consiglio comunale la considera benemerita tra i cittadini. A testimonianza di ciò parla l’atto che le assegna questo riconoscimento di elevato valore simbolico. Quando è stata avanzata la proposta di conferirle la Cittadinanza Benemerita, sia in Ufficio di Presidenza, sia in Giunta, sia in Consiglio comunale, il sostegno è stato unanime. Diverse sono le nostre culture politiche, ma unanime è stato il riconoscimento per quanto da lei fatto per tutti noi. Perciò è con immensa stima, con immensa gratitudine e con altrettanto immenso piacere che le conferiamo questo riconoscimento, simbolo di una vita dedicata al prossimo”

Sempre il presidente Luciano Pizzetti ha poi letto l’intervento del sindaco Andrea Virgilio, impossibilitato ad essere presente per motivi di salute (si veda testo allegato).  

La professoressa Renata Patria, visibilmente commossa, ha innanzitutto ringraziato per la benemerenza che le è stata conferita e ha pronunciato il seguente intervento: ”Quando ho ricevuto la comunicazione della decisione del Consiglio comunale da Lei presieduto di conferire alla mia persona un così prestigioso riconoscimento quale la “Cittadinanza benemerita della Città di Cremona”, mi ha assalito una profonda commozione mista a incredulità: un riconoscimento del tutto inaspettato, che mai e poi mai avrei immaginato. Che cos’avevo mai fatto per meritarmelo? Poi ho capito ed ora sono qui ad esprimere a tutti voi, a Lei, signor Sindaco, al Presidente del Consiglio, alla Giunta, a tutto il Consiglio comunale la più profonda gratitudine per questo dono che mi avete voluto fare e che mi stringe anche più di quanto lo fossi alla nostra Cremona. Ho amato e amo la mia città e, nel mio progetto di vita, per libero e intenso impulso e con entusiasmo ho dedicato le mie energie all’educazione e formazione dei giovani e all’aggiornamento culturale di adulti e anziani che, insieme, costituiscono la nostra comunità in un’ottica di educazione permanente e nella direzione della diffusione di una cultura declinata in molteplici direzioni e primariamente intesa come fondamento della civile convivenza. E’ stato un “moto d’anima”, questo, che mi ha accompagnato negli anni. La contropartita alle inevitabili fatiche e difficoltà talvolta affrontate è stata la gioia profonda di contribuire, nella misura pur limitata del mio agire, al bene comune e di condividere con il mio prossimo il dono grande della conoscenza e della cultura intesa in senso estensivo. E’ stata un’esperienza ricca e impagabile prima di tutto rivolgere le mie energie ai giovani tenendo presente anche il concetto greco di paideia: un termine intraducibile nella sua ricchezza semantica, che esprime in sintesi la formazione dell’uomo in fieri in una prospettiva totale: un’educazione, cioècome già nell’antichità suggeriva il filosofo greco Platone nel suo Fedro – in grado di conferire la capacità di esercitare il proprio pensiero e la propria azione nella libertà a beneficio della comunità. Il filologo tedesco Werner Jaeger tra Otto e Novecento, riflettendo sulla posizione platonica, nella sua opera forse più nota intitolata Paideia (1934) – avrebbe poi posto alla base della’ paideia’ un principio che a me sembra condivisibile anche ora: la necessità di meditare sui tempi andati e sulle civiltà che vi sono fiorite non certo per cristallizzato passatismo, ma nella convinzione che una riflessione sul cammino dell’uomo aiuti a comprendere meglio il processo che ha portato al presente. Quale formazione, quale cultura, allora, oggi? Cultura è, oggi, essere nel proprio tempo con responsabile consapevolezza, arricchiti dall’insegnamento che ci viene dalle esperienze positive e dalla riflessione su quelle negative di chi ci ha preceduto. E’ donarsi senza timore, pensando anche al bene della comunità, nel segno della solidarietà. Cultura, come ci insegna l’esempio di tanti uomini di pensiero, d’ azione del passato, è battersi per la libertà di tutti, per condizioni di vita decorose per tutti. Cultura – lo diceva anche un Papa venuto da un Paese lontano – è aprirsi al dialogo, trovare, pur nelle inevitabili e legittime differenze, un denominatore comune verso cui far convergere le proprie energie. E’ tentare di dissipare le tenebre della ‘superstizione’ che, come il poeta latino Lucrezio insegna nel suo poema “Sulla Natura” (De rerum natura, I, 61 ss.), incombe “con orribile aspetto sui mortali” e, aggiungiamo noi, può portare a inaccettabili discriminazioni. Cultura è capacità, pur in un’epoca di globalizzazione, di custodire e far rispettare la propria identità nel rispetto di quella altrui. E’ saper gioire della bellezza dell’arte, sia essa pittura, scultura, architettura, musica, poesia o altro ancora. E’, pur nella consapevolezza del proprio microcosmo, della propria limitatezza e, per contro, dell’incommensurabile mistero dell’universo, confidare nelle affascinanti vie della scienza perché ad essa è affidato il progresso dell’umanità. E’ scrutare la natura, anche quando ci sembri nemica, ed indagarne i segreti; è cercare di volgerli al bene presente e a quello delle generazioni future sia con la ricerca sia con le applicazioni tecniche e pratiche che, diceva Einstein, “arricchiscono la vita benché nel contempo la complichino”. E’ vivere in simbiosi con l’ambiente che ci circonda, non fargli la guerra. Cultura è costruire, non distruggere. E ciò vale per tutte le età.

Ecco, io ho fatto il poco che ho potuto in questo spirito, e se solo ho lasciato un piccolissimo segno ne sono felice. Mi riempie di gioia, tra l’altro, vedere tanti miei alunni, qualcuno parte anche di questo consesso, così solidamente formati e – credo- non alieni da questi punti fermi e li ringrazio per il bene che possono fare alla città e anche nel mondo esterno.

Condivido questo prestigioso riconoscimento con tutti coloro – amici cari che mi hanno sostenuto e collaboratori che mi hanno affiancato nei vari settori rendendo possibile la realizzazione delle mie proposte in vari campi, che ricordo brevemente: l’Associazione degli ex alunni del liceo-ginnasio ‘Manin’ e la delegazione cremonese dell’Associazione Italiana di Cultura classica creatrici di tante iniziative gratuite e significative L’Università della Terza Età “Luigi Grande”, per cui si sono proposte a titolo gratuito cinquanta lezioni ogni anno nell’ottica di una educazione permanente dei meno giovani, anche per offrire una occasione di utile incontro a persone sole o altrimenti isolate.

E ancora il Coro Polifonico Cremonese, in cui milito dalle origini. Tanti gli amici che vi hanno operato in più di cinquant’anni. Alcuni sono tuttora convintamente presenti, ed è con loro che è stato possibile condividere le tante soddisfazioni e i successi e superare anche qualche momento impegnativo per mantenere in vita una realtà in cui abbiamo respirato la bellezza di tanta musica, proponendola a un largo pubblico, con la guida dei maestri che si sono alternati, da don Dante Caifa a Raul Dominguez, a Federico Mantovani, tuttora anima intelligente e carismatica del Coro, che ha creato opere di grande impatto. Abbiamo portato la musica in tante località italiane ed estere, in primis nella nostra città, nelle sue chiese e in quella maggiore, che, insieme al Palazzo comunale, è viva espressione della nostra comunità e testimonianza di bellezza. Perché cultura è soprattutto bellezza profonda e consolatrice.

Dedico dunque questo riconoscimento alla nostra bellissima e amata Cremona e, nello stesso tempo, con grande affetto, alla mia famiglia, che mi ha supportato abbracciando idealmente i miei progetti e … sopportato quando le ho sottratto tempo.

Ringrazio ancora di cuore il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, gli Assessori, e la Giunta, il Consiglio comunale tutto per questo dono che accetto con gioia. Ringrazio gli amici della stampa per il prezioso servizio di informazione alla città che non è mai venuto meno, e gli amici che mi hanno sostenuto. E vi assicuro che,se il mio cammino, già lungo, avrà ancora uno spazio da percorrere, sarò presente, come ho sempre fatto, con grande gioia, accanto a tutti voi e alla mia città”. 

Il presidente Luciano Pizzetti ha infine consegnato il diploma, redatto in forma artistica, recante la seguente dicitura: “Si conferisce la Cittadinanza Benemerita alla professoressa Renata Patria per aver dimostrato con l’impegno profuso in molteplici attività di carattere culturale, il profondo legame con Cremona, sua città natale”. 

 Con un fragoroso applauso si è conclusa la cerimonia ufficiale per lasciare spazio agli omaggi di amici, parenti e conoscenti.

Il 29 novembre 2024 è pervenuta al Comune, da parte di diversi consiglieri comunali, la proposta di assegnazione della cittadinanza benemerita della Città di Cremona alla professoressa Renata Patria. La proposta sottolinea l’intenso legame della professoressa con la sua città natale, e il profuso impegno in attività legate alla stessa, in particolare mediante la collaborazione, in forma di volontariato, con diverse associazioni culturali quali AICC – Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione di Cremona (presidente del 1994), Associazione ex alunni del Liceo – Ginnasio “D. Manin” (presidente dal 1997), Università della Terza età e del tempo libero “Luigi Grande” (presidente dal 2008), Associazione Culturale Coro Polifonico Cremonese – APS (presidente dal 1991), nonché l’organizzazione ogni anno di diverse conferenze su argomenti di cultura classica e di letteratura, storia, arte e archeologia con la partecipazione di docenti di diverse discipline. 

Dopo il parere favorevole della Giunta comunale e dell’Ufficio di Presidenza con funzioni di Commissione consiliare rispettivamente del 6 e 20 febbraio 2025,  il 27 febbraio il Consiglio comunale, con voto unanime, ha disposto l’attribuzione della Cittadinanza Benemerita alla professoressa Renata Patria, ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento per la concessione delle Civiche Onorificenze. 

La Cittadinanza Benemerita, come previsto dal Regolamento per la concessione delle civiche onorificenze, approvato dal Consiglio comunale il 7 febbraio 2022, viene conferita, quale attestato di stima e di gratitudine, a coloro che, protagonisti di opere, imprese e realizzazioni ovvero di atti di coraggio e abnegazione civica, abbiano giovato alla città di Cremona, concorrendo alla crescita del bene comune.

Renata Patria si è laureata con il massimo dei voti in Lettere ad indirizzo classico presso l’Università degli Studi di Pavia (dove, tra l’altro, è stata allieva di Lanfranco Caretti) con una tesi sulla poesia latina del II sec. d. Cr. (relatrice la grande latinista Enrica Malcovati). Vincitrice, giovanissima, di numerosi concorsi a cattedre a carattere nazionale, dopo un periodo di insegnamento a Piacenza e un breve passaggio all’Istituto Magistrale cittadino (per le discipline di Latino e Storia) è stata per quasi trent’anni docente presso il Liceo Classico “D. Manin” di Cremona prima di Lettere latine e greche, e, successivamente, di Lettere italiane e latine. Ha insegnato per quasi un decennio Letteratura Italiana con l’incarico delle Esercitazioni presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Parma, sezione staccata di Cremona, dedicandosi soprattutto a problemi di analisi testuale e alla letteratura (in particolare alla poesia) del Novecento e collaborando con Roberto Tissoni, Giovanna Gronda, Paolo Briganti e Giuseppe Nava. Ha all’attivo numerosi articoli e saggi su autori della seconda metà del secolo XIX e del secolo XX quali Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli, Italo Calvin, Mario Luzi, Ada Negri, Cesare Pavese, Salvatore Quasimodo, Alberto Savinio, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale. Ha scritto anche saggi su Dante Alighieri e su alcuni temi e autori della classicità, approfondendo in particolare l’analisi del poeta Museo, autore di un poemetto sulla leggenda di Ero e Leandro, e quella di Orazio. Dai suoi interessi musicali è inoltre scaturito uno studio su La Cappella delle Laudi della Madonna del Popolo nel Duomo di Cremona nei secoli XVI e XVII. E’ coordinatrice, redattrice (con Emanuela Zanesi) e collaboratrice della rivista “La Scuola Classica di Cremona”, Annuario che esce dal 1993 edito dall’Associazione degli ex alunni del Liceo-Ginnasio “D. Manin”.

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