Home

Speriamo che i progettisti del ponte sullo Stretto di Messina non traggano ispirazione dal ponte ciclo-pedonale sul fiume Adda, se non dal punto di vista economico. Se qui da noi per costruire un ponticello di lamiera lungo duecento metri ci sono voluti cinque anni e poco meno di due milioni di euro, immaginate un ponte di più di tre chilometri su cui passano treni, automobili e camion e costruito là da loro. C’è solo da sperare che almeno quello stia in piedi, non come i nostri, che cadono da soli.

Al di là di questi timori, il dramma reale è che,  insieme al ponte sul fiume Adda,  è ormai crollata anche la speranza di un mondo migliore, un mondo in cui ciclisti e pedoni possano finalmente percorrere la ciclovia Vento, a metà strada tra il 20 e il 21, un mondo nel quale potremmo anche sopportare  il crollo della Borsa, il crollo di Niscemi, persino il crollo dell’Amministrazione Provinciale, ma non il crollo della passerella ciclabile tra Crotta d’Adda e l’Infinito.

 

OCTOPUS

L'Editoriale

In Breve

Avevo ragione

Ciao, sono la mamma Questa è una storia misteriosa, fatta di sapori, odori, fili invisibili e conflitti sopiti, affrontati e guariti. Parla di due fratelli.

Leggi Tutto »

Memorie di un custode

Per il secondo anno consecutivo, un racconto del giornalista cremonese Roberto Fiorentini entra nei finalisti dal Concorso Letterario ‘Argentario 2024 &  Premio Caravaggio VIII Edizione,

Leggi Tutto »

Il sedile ribaltabile

Agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, nella pianura padana più che in altre parti d’Italia era incominciata la ripresa economica grazie alle risorse

Leggi Tutto »

Contatti

Per contattarci puoi scrivere una email all’indirizzo qui sopra riportato. Oppure compila il modulo qui a fianco.