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Le polemiche sulle modifiche allo statuto di Padania Acque sono indigeste a Luciano Pizzetti, Pd.  Il presidente del  Consiglio comunale di Cremona non ha digerito l’esposto presentato al prefetto dalle minoranze (meno Fratelli d’Italia e Ceraso sindaco) di Cremona, e da quelle – compatte – di Crema e Sergnano.  Ha preso cappello e le ha definite «Polemiche sul nulla» (Cremonaoggi, 9 febbraio).

È una grande notizia. 

Ora sindaci e Consigli comunali hanno una certezza in più: il mancato rispetto delle delibere di 113 Comuni è il nulla.

«Grazie, Pizzetti».

 Nello stesso articolo annuncia che scriverà al prefetto «per ricostruire con precisione i fatti». E come no. Lui è il Vangelo. Così parlò Zarathustra. Così parlava Silvio Berlusconi quello del ghe pensi mi.  Così parla il Papa ex cathedra. Così parla Pizzetti.

Ma poi sorge il dubbio: è sicuro che il prefetto prenderà per buona la sua ricostruzione e non il Vangelo apocrifo dei firmatari dei tre esposti?

Pizzetti nel medesimo articolo ricorda: «Già nel 2024 si è scelto di rinnovare gli organismi societari senza attendere l’esito del voto amministrativo e il rinnovo di sindaci e Consigli.  Una scelta discutibile dal punto di vista delle procedure democratiche».

Dimentica che allora il Consiglio di amministrazione di Padania Acque, riconfermato e tuttora in carica, era stato eletto nel rispetto della scadenza del mandato di quello uscente e con tutti i sacri crismi previsti dalla legge. Quindi dove sta il problema? Dov’è il vulnus?

Pizzetti è bravissimo a trovare presunte contraddizioni negli altri. Lo è un po’ meno ad accorgersi   delle proprie.

Quando Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, aveva proposto la costruzione del nuovo ospedale, Pizzetti su L’Eco del Popolo del 2 maggio 2020 aveva commentato: «È una boutade illogica la proposta di Forza Italia di costruire un nuovo ospedale da 700 posti a Cremona. Perché insegue lo stesso modus operandi che ha generato le inefficienze riscontrate. Perché è un’operazione costosa che porterà con sé la chiusura degli ospedali di Crema e Oglio Po. Perché non investe sulla territorialità. Serve invece che i direttori generali dei nostri ospedali presentino un progetto di ammodernamento e efficientamento delle tre strutture, con relativi costi. Su questo dovremmo impegnarci tutti, confrontandoci per decidere la scelta più utile e per ricercare insieme i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi. Non serve una gara a chi la spara più grossa».

Ora è il più convinto e acceso sostenitore del nuovo ospedale. 

Già, Pizzetti ha ragione: non serve una gara a chi la spara più grossa.

 

Lancillotto

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