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Dai voti della Regione sull’efficienza dipende il 20% dello stipendio dei direttori: tra i criteri per la valutazione l’abbattimento delle liste d’attesa e l’attivazione delle Case di comunità. Claudio Sileo, al vertice, oggi guida l’Ats Brescia, 93 punti, poco sotto di lui Alberto Zoli (Niguarda).

I manager dell’Asst di Cremona, Ezio Belleri e dell’Ats Valpadana, Stefano Manfredi si collocano a metà classifica: 87 punti il primo, 86 il secondo.

I decreti sono stati inviati appena prima di Pasqua. Per i manager della sanità lombarda è tempo di valutazioni. I direttori generali degli ospedali pubblici, delle Ats e dell’Agenzia regionale per l’emergenza-urgenza una volta all’anno ricevono una sorta di «pagella» da parte del loro datore di lavoro, cioè la Regione Lombardia. Un passaggio ritenuto necessario per misurare gli obiettivi raggiunti e definire l’esatto compenso dei dg. Il 20% dei loro stipendi — quota che corrisponde a circa 31 mila euro — è infatti legato al «voto».

Con una delibera del maggio 2025 Palazzo Lombardia ha stabilito i target per ogni ospedale o Ats. Si va dall’abbattimento delle liste d’attesa per visite ed esami all’attivazione delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, dai risultati delle campagne di vaccinazione alla creazione di percorsi per i pazienti cronici e fragili. In base alle specificità di ogni territorio, poi, sono stati fissati traguardi diversi. Per esempio, l’ospedale Niguarda e i presidi della Valtellina sono stati valutati per la gestione della parte sanitaria delle Olimpiadi invernali

La somma degli obiettivi tecnici vale 70 punti. Tocca agli uffici della direzione generale Welfare calcolare il punteggio. I direttori generali hanno la possibilità di controbattere e chiedere che i punteggi vengano rivisti. Non è previsto dibattito, invece, sugli altri 30 punti assegnati dalla politica. Il comitato ristretto composto dal presidente della Lombardia Attilio Fontana, dal vicepresidente e assessore al Bilancio Marco Alparone e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso valuta i comportamenti manageriali. Il punteggio massimo è 100, il minimo 60. Non raggiungere questa soglia significa non ricevere l’incentivo economico e corrisponde a una bocciatura di cui si terrà conto nella verifica prevista a due anni dall’inizio dell’incarico.

Il voto più alto, 93, è stato assegnato a Claudio Sileo, bergamasco classe 1961, già al vertice del Pio Albergo Trivulzio. Oggi guida l’Ats di Brescia, la seconda più popolosa dopo quella di Milano, dove ha debuttato il Centro unico di prenotazione. Già l’anno scorso aveva toccato 92 punti. Poco sotto (92) troviamo Alberto Zoli, numero 1 dell’ospedale Niguarda. Nel 2025 ha coordinato i complessi preparativi per i Giochi invernali. Un lavoro che la Regione ha giudicato positivamente. Segue con 91 punti Silvano Casazza, manager di lungo corso, direttore generale dell’Ats di Milano subentrato a Walter Bergamaschi (90) che a giugno ha lasciato la Lombardia per dirigere il settore della Programmazione al ministero della Salute.

A pari merito con Casazza troviamo Corrado Scolari, dg della Asst Valcamonica, Lorella Cecconami dell’Ats Pavia (che l’anno scorso guidava la classifica con 96 punti insieme a Ida Ramponi). Novanta punti per Francesco Locati del Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La maggior parte dei dg si posiziona tra 83 e 89. I risultati sono mediamente più alti rispetto al 2024, segno di una maggiore sintonia tra le indicazioni dell’assessorato al Welfare e le azioni dei dg. In fondo alla classifica, comunque con 79 punti, c’è Roberta Labanca dell’Asst Melegnano-Martesana. I comitati del territorio, molto battaglieri, chiedono più medici di famiglia e un nuovo ospedale. Ultimo, anche quest’anno, Giuseppe Micale (74). Fino ad agosto guidava l’Asst Sette Laghi di Varese, dove si sono verificate difficoltà nella gestione dei farmaci. Poi è stato sostituto da Mauro Moreno.

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