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Mancava pochissimo, ormai. Dopo anni di annunci, qualche centinaio di milioni e tanto bitume, la ciclovia VENTO , da VEnezia a TOrino (e viceversa), attendeva solamente una passerella da duecento metri, cinque anni di lavori, due milioni di spesa. Sappiamo tutti come è andata finire e quindi, se è ormai impossibile il collegamento Torino-Venezia (VENTO), vale la pena di salvare il salvabile, magari rendendoci conto che almeno da Sacca (PR) a Correggio (RE) il tragitto è possibile, senza interruzione alcuna. Sarà però necessario cambiare il nome della ciclovia che, combinando i nomi delle due località sopra citate, potrà acquisire un significato meno aulico e più confidenziale.

A monte della attuale interruzione va inoltre segnalato che la ciclovia è interamente percorribile anche tra PEcetto di Valenza (AL) e TOrino (TO), con analogo significato. Ambedue i tratti e le loro nuove denominazioni potrebbero essere dedicati ad AIPO, che ha gestito i finanziamenti regionali per il crollo della passerella della ciclovia sull’Adda. Però, vista l’ottima figura di tale organizzazione, potrebbe valere la pena di rivedere anche questa sigla, magari riscrivendola AHI,PO (veri noi).

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L'Editoriale

Ospite

Area riabilitativa psichiatrica alle ‘Invasioni Botaniche’

Sabato 20 aprile dalle 14:30 alle 18 e domenica 21 aprile dalle 10:30 alle 18 in via Guarneri del Gesù a Cremona utenti e operatori del Centro diurno dell’Area Riabilitativa psichiatrica dell’Asst di Cremona saranno presenti alle “Invasioni Botaniche” con alcuni

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In Breve

La primadonna

Nel suo “Dizionario Moderno” uscito nel 1905, Alfredo Panzini (1863-1939) dice, alla voce automobile che “risultava di genere maschile”. Così la definì anche Filippo Marinetti

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