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Il Movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona non è contrario all’obiettivo di  ottenere per i cremonesi un ospedale moderno e funzionale. E’ il motivo per il quale è nato e per il  quale si batte per evitare soluzioni eccessive nei costi, procedure sproporzionate alle necessità,  come avverrebbe con la costruzione di un nuovo ospedale  

Abbiamo letto in queste settimane i documenti ufficiali depositati dai progettisti MCA (Mario  Cucinella Architects) sul portale ambientale regionale SILVIA nell’autunno 2025, compreso il Piano di Sicurezza e Coordinamento e la Relazione Acustica Ambientale. Quello che emerge merita di  essere condiviso settore per settore, perché è assai più complesso di quanto le comunicazioni  istituzionali abbiano finora rappresentato. 

A seguire alcuni capitoli che a nostro avviso meritano di essere conosciuti e confrontati con la nostra  proposta alternativa di riqualificare l’attuale Ospedale, avvisando il lettore che necessariamente il  confronto è sommario, e necessita, come da anni chiediamo, un progetto di una riqualificazione  dell’attuale Ospedale che dettagli ogni voce e che permetta un confronto sui numeri e non su stime  prima di arrivare ad una scelta onesta.  

gli ordigni bellici: 

C’è un prerequisito che nessuno ha mai comunicato pubblicamente: prima che venga mossa la  prima palata di terra, l’intera area dove sorgerà l’emiciclo del nuovo ospedale deve essere bonificata  da eventuali ordigni bellici inesplosi della Seconda Guerra Mondiale. Il Piano di Sicurezza e  Coordinamento lo indica esplicitamente come attività obbligatoria, con indagini magnetometriche  e georadar su tutta l’area di scavo.  

Iniziamo dalle fondamenta:  

il progetto Cucinella in esame attualmente nella Conferenza dei Servizi prevede: 455.000 metri cubi di terra, 

Il progetto prevede per il solo edificio sanitario e i parcheggi sotterranei a due piani lo scavo di circa  455.000 metri cubi di terreno: come svuotare 180 piscine olimpioniche. Di questa terra, l’87% è destinato a restare nel cantiere stesso (rinterri e parco); il 13% dovrà essere trasportato altrove.  Circa 45.000 m³ sono stati classificati dalle analisi di laboratorio come rifiuto — a causa del  superamento dei limiti per solfati e nichel — e dovranno essere smaltiti in impianti autorizzati, con  un costo stimato tra 1,7 e 5 milioni di euro.

Decine di migliaia di autocarri 

Per spostare tutto questo materiale, il piano ufficiale prevede 25.313 viaggi di autocarro pesante.  Ma ogni autocarro fa il viaggio di andata carico e il ritorno a vuoto: i transiti stradali sull’asfalto  cittadino quindi sono oltre 50.000. Al picco massimo dei lavori di scavo — un periodo di circa quattro  mesi nella fase iniziale — transiteranno 262 autocarri pesanti al giorno sulle strade di accesso al  cantiere: circa 26 ogni ora, per 10 ore consecutive. 

I mezzi pesanti nella prima fase del cantiere, minimo sei anni, avranno accesso dalla via  Giuseppina e dall’accesso carraio adesso inutilizzato tra i civici 22 e 26 di via Ca del Ferro.  

Nei documenti sopra citati non è compresa la seconda fase, i successivi 6 anni di cantiere, con la  demolizione e la movimentazione dei detriti del corpo sanitario ad H e le ultime 6 delle 12 palazzine  che lo circondano. Si stima un volume di detriti di circa 400.000 m3. 

Nella proposta di un progetto di riqualificazione, presentata dal movimento alla Direzione Generale  dell’Asst e a tutti i sindaci del territorio nel 2024, la movimentazione di terra per i 25.000 mq dei  parcheggi e della piastra antistante il Pronto Soccorso di 8.000 mq per un solo piano interrato è di  150.000 m3 con una riduzione del 67% rispetto alla escavazione dei parcheggi e del solo corpo  sanitario del nuovo ospedale. 

La demolizione necessaria per la ristrutturazione del corpo sanitario attuale è di circa 20.000 m3.  Per i detriti per la riqualificazione interna e le pareti di ogni piano del corpo sanitario si ha un  riduzione del 95% rispetto ai 400.000 m3 di detriti prodotti dalla demolizione di tutti gli edifici ora  esistenti nell’area ospedaliera nel caso. 

Quasi undici anni di cantiere

Il cantiere durerà, secondo il cronoprogramma ufficiale, circa 10 anni e 10 mesi. Con un avvio realista nel 2028, il completamento non arriverà prima del 2038-2039. 

Per la riqualificazione dell’attuale Ospedale di Cremona i tempi previsti dalla relazione dell’Asst  2022 erano “non meno di quindici anni”. A Milano per la riqualificazione dell’Ospedale San Paolo,  un monoblocco degli anni ‘60, con dimensione, struttura e tipologia analoga all’ospedale di Cremona i tempi dichiarati sono 5 anni. Con le dovute proporzioni l’attuale Ospedale di Cremona  potrebbe essere riqualificato in circa 8 anni. Anche il San Paolo soffriva di frammentazione 

funzionale, impianti obsoleti, inefficienza energetica, percorsi disorganici. La risposta di Regione Lombardia e dell’ASST milanese è stata la riqualificazione profonda dell’esistente: ristrutturazione  integrale per blocchi cielo-terra, mantenendo la continuità assistenziale durante i lavori, con un  investimento complessivo di circa 110 milioni di euro. Il risultato: 468 posti letto riqualificati, 122  nuovi ambulatori, 9 nuove sale endoscopiche, adeguamento antincendio completo, alta tecnologia,  sostenibilità ambientale. 

I pazienti ricoverati: il cantiere che i documenti dimenticano 

La Relazione Tecnica del progetto, nel capitolo dedicato al benessere dell’ospedale futuro, cita gli  studi scientifici che dimostrano come il rumore influenzi negativamente il decorso dei pazienti e le  performance del personale sanitario: il principio dell’Healing Architecture — l’architettura che cura.  Quella stessa relazione non contiene una sola riga sulla gestione del rumore di cantiere nei reparti  del vecchio ospedale che continuerà a funzionare a pochi metri per più di un decennio. 

l confine nord-occidentale del cantiere è a pochi metri dall’edificio ospedaliero oggi funzionante.  Così vicino che dovrà essere spostata una scala antincendio che sporge dalla sagoma dell’edificio  principale dell’ospedale (edificio 1 – corpo G-H). Per tutta la durata della Fase 1 — almeno sei anni — i reparti attivi del vecchio ospedale si troveranno a ridosso di un cantiere con escavatori, autocarri,  gru, demolizioni.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento, quando parla delle demolizioni rumorose con martello  demolitore, prescrive di eseguirle ‘in orari tali da non recare disturbo al regolare svolgimento  delle attività d’ufficio’. Le attività d’ufficio. Non i pazienti degenti, non il personale sanitario, non i  reparti di terapia intensiva. 

La numerosità dei problemi, da noi rilevati nell’abbondante documentazione prodotta per il solo  capitolo dei parcheggi interrati e dell’impianto geotermico per il riscaldamento/raffrescamento nel  progetto del nuovo ospedale, ci obbligano a dividere in più parti le nostre osservazioni. Ci  ripromettiamo di continuare l’analisi delle principali criticità nei prossimi giorni, confidando ancora  una volta per potervi informare sulla disponibilità dei Direttori dei giornali locali. 

Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona 

Documenti ufficiali di riferimento (tutti depositati da MCA / ASST sul portale SILVIA di Regione Lombardia o presso il  Comune di Cremona): 

Piano Preliminare Utilizzo TRS, cod. POC24_D_00219_G_GE_GE_PL_0, MCA, 2025 

Studio Preliminare Ambientale Vol. 1 e Vol. 2, MCA, 20/11/2025 (proc. SILVIA VER 006537-CR) Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), MCA, 2025 

Relazione Acustica Ambientale, AIRIS/MCA, 2025 

Relazione Illustrativa e Tecnica PFTE 2025, MCA, 23/09/2025 

Decreto dirigenziale n. 74/2026, Comune di Cremona, 26/02/2026 (archiviazione VIA) 

Studio di Fattibilità — Relazione Tecnica, ASST Cremona, settembre 2022 / febbraio 2023 (Tavola 02, CUP  I18I22000610003) 

ASST Santi Paolo e Carlo, Presentazione del progetto di riqualificazione dell’Ospedale San Paolo, Milano (progetto  in collaborazione con Regione Lombardia)

 

Nella foto centrale il progetto del nuovo ospedale firmato da Cucinella

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