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Mancava pochissimo, ormai. Dopo anni di annunci, qualche centinaio di milioni e tanto bitume, la ciclovia VENTO , da VEnezia a TOrino (e viceversa), attendeva solamente una passerella da duecento metri, cinque anni di lavori, due milioni di spesa. Sappiamo tutti come è andata finire e quindi, se è ormai impossibile il collegamento Torino-Venezia (VENTO), vale la pena di salvare il salvabile, magari rendendoci conto che almeno da Sacca (PR) a Correggio (RE) il tragitto è possibile, senza interruzione alcuna. Sarà però necessario cambiare il nome della ciclovia che, combinando i nomi delle due località sopra citate, potrà acquisire un significato meno aulico e più confidenziale.

A monte della attuale interruzione va inoltre segnalato che la ciclovia è interamente percorribile anche tra PEcetto di Valenza (AL) e TOrino (TO), con analogo significato. Ambedue i tratti e le loro nuove denominazioni potrebbero essere dedicati ad AIPO, che ha gestito i finanziamenti regionali per il crollo della passerella della ciclovia sull’Adda. Però, vista l’ottima figura di tale organizzazione, potrebbe valere la pena di rivedere anche questa sigla, magari riscrivendola AHI,PO (veri noi).

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