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E’ spirato serenamente ieri pomeriggio, 26 marzo 2026, Mauro Spotti, già ingegnere capo del Comune di Cremona, figura di spicco nel panorama locale, e non solo, che si è distinto per le sue luminose capacità professionali unite a una spiccata umanità. Marito amorevole e nonno amatissimo, lascia la moglie Carla Bertinelli e i figli Marina e Fabio coi nipoti Pietro, Chiara e Anna, che gli sono stati vicini sino all’ultimo. La camera ardente è allestita nell’abitazione al numero 2 di via Galantino, dov’è avvenuto il decesso. Il funerale sarà celebrato domani alle 10 in Cattedrale da don Andrea Foglia, parroco di Sant’Abbandio e amico di famiglia.

Nato a Cremona nel 1935 da mamma piacentina e padre di Paderno Ponchielli, Mauro Spotti si era laureato a 25 anni all’Università di Bologna in ingegneria civile con una tesi sul trasporto fluviale. In quegli anni sbocciò il suo amore per il Po e la passione per l’acqua in generale. Nel 1964, due anni dopo il matrimonio, quando stava per nascere la primogenita Marina,  Mauro vinse entrambi i concorsi banditi ai Comuni di Cremona e di Mantova, città originaria della moglie. Per ragioni famigliari scelse Cremona dove iniziò una brillante carriera, culminata con la nomina a ingegnere capo e proseguita in Comune fino alla pensione, raggiunta nel ’97.  Tra le tappe e gli interventi più significativi che hanno costellato la sua vita lavorativa, spicca innanzi tutto lo studio del primo lotto del porto di Cremona nel 1962. Portano la sua firma gli edifici scolastici, gli asili e le palestre, tra le quali la Spettacolo, costruiti ex novo e ristrutturati dagli anni sessanta in poi. Era orgoglioso del mercato ortofrutticolo, del nuovo bocciodromo realizzato nell’area degli impianti sportivi prospicienti il Po e del rifacimento del cavalcavia del cimitero che gli costò fratture ai talloni e danni alle vertebre dovuti al crollo del manufatto, che coinvolse altri addetti ai lavori con conseguenze per loro ancor più gravi. Meno evidenti, ma non meno importanti, sono stati i lavori di manutenzione delle case comunali.

Nel 1981 Mauro Spotti si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, integrando le materie che aveva già superato nel corso di ingegneria: mentre la moglie lasciava l’insegnamento per la pensione,  il marito studiava.

Si diceva della passione per l’acqua, una sorta di attrazione fatale coronata con l’acquisto di un camper col quale Mauro si sentiva un ricco signore e trascorreva con Carla lunghi periodi estivi in vacanza a Ischia. Aveva comprato quel mezzo usato, ma in ottime condizioni, per festeggiare le nozze d’oro.

Ricca di amicizie, conoscenze e frequentazioni, la vita sociale di Mauro è stata non meno intensa di quella professionale. Ha seguito assiduamente la moglie, a lungo responsabile cremonese del Touring Club e attivissima socia della delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina. Messaggi di cordoglio giungono in queste ore alla vedova dalle due associazioni.

Mauro aveva spiccate doti umane e un innato senso dell’umorismo. Era un entusiasta e lo è stato anche dopo che la malattia ha iniziato a minarne la forte fibra all’inizio del 1920, l’anno del covid. I suoi problemi di salute si manifestarono dopo la festa per l’anniversario di nozze, il 31 dicembre 1919.  Colpito da infarto intestinale, tempestivamente diagnosticato dall’amico Attilio Calza, venne operato all’ospedale di Cremona.  Il lunghissimo intervento riuscì, ma il declino lento e progressivo del paziente iniziò allora e si rivelò inarrestabile.

‘’Le precarie condizioni di Mauro non ci hanno impedito di trascorrere vacanze bellissime a Puegnago fino alla scorsa estate – racconta commossa la moglie -. Sono felice di averlo avuto sempre tenuto vicino a me, qui a casa. Questo mi ha reso e mi rende serena’’.

 

Vittoriano Zanolli

Nella foto centrale Mauro Spotti

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