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A2A ovvero la “Life Company” (che significa Azienda della Vita – ma non si capisce di chi) pubblica un Report annuale sulla sostenibilità: “non è immaginabile una realtà aziendale che non consideri la tutela dell’ambiente, la salute delle persone e lo sviluppo delle comunità di riferimento”. Argomenti bellissimi che, a parte la “responsabilità aziendale nei confronti degli stakeholder” (ma prima o poi dovrebbero spiegarci di chi si tratta), vengono illustrati nei loro Bilanci territoriali, vale a dire nei territori controllati di fatto da A2A. Ecco l’elenco: Brescia, Milano, Bergamo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Monza Brianza, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valtellina-Valchiavenna. Inutile cercare Cremona, proprio non c’è. Forse A2A si rende conto che la sua dichiarata “sostenibilità ambientale” vale dappertutto tranne che a Cremona, dove l’azienda è attiva da molto, troppo tempo?

In attesa di chiarimenti, qualche spregevole individuo potrebbe anche pensare che l’aria mortifera respirata dai cremonesi possa essere in parte uno dei prodotti dell’attività della Life Company suddetta. Noi invece, nell’apprezzare il grande contributo di A2A al miglioramento delle nostre condizioni ambientali, al costruttivo rapporto con i cittadini cremonesi e i loro Rappresentanti istituzionali, non possiamo non concordare sul fatto che a Cremona di problemi non ce ne siano e, nel caso, meglio non parlarne. In fondo c’è da essere orgogliosi che il nostro mantra quotidiano “stumm schiss” abbia fatto scuola persino nell’ Azienda della Vita.

Che poi non si capisce di che Vita si tratti: la nostra o la loro?

 

OCTOPUS

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