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La strage dei giovanissimi a Crans Montana ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza riguardante in particolare le discoteche e tutti quei locali dove a vario titolo si svolgono occasionalmente pubblici trattenimenti facendo scattare l’allerta anche nel nostro territorio che ha portato, nell’ambito dell’attività di controllo disposta dal Questore della Provincia di Cremona, d’intesa con il Prefetto, la sospensione delle licenze di due discoteche tra cui il “Juliette” di Cremona.
Per quest’ultimo la sospensione di 15 giorni è stata determinata oltre che dall’episodio di ferimento al collo di un giovanissimo con un taglierino nel corso di una lite risalente al 6 gennaio scorso, anche per le diverse violazioni sulla sicurezza dei locali (mancanza del documento di valutazione dei rischi, irregolarità sulla titolarità della licenza, estintori privi di cartellonistica, assenza di documentazione di omologazione dei divanetti alla reazione al fuoco, uscite di emergenza non completamente fruibili ecc.).
L’accertamento di tutte le citate violazioni, in uno dei principali luoghi di divertimento dei nostri giovani, ha destato grande preoccupazione e pone interrogativi sulla sicurezza, sulle scelte e sulla cura. Non per cercare colpe ad ogni costo, ma perché ogni vita spezzata nella tragedia in Svizzera ci chiede, silenziosamente, che si faccia tutto il possibile per evitarne altre.
La vera domanda non è perché sono state disposte chiusure oggi, ma come mai non abbiamo controllato ieri. Perché se bastano poche ispezioni post-tragedia per scoprire irregolarità diffuse, allora il problema sembrerebbe l’applicazione intermittente, discontinua, talvolta distratta delle leggi.
In proposito Luciano Zanchi, presidente di Assointrattenimento, ha recentemente dichiarato pubblicamete che “ogni anno, invia centinaia di esposti alla pubblica autorità per denunciare il mancato rispetto rigoroso delle norme di sicurezza, dei limiti di capienza, dei presidi antincendio e delle vie di fuga, incontrando una generale diffidenza e indifferenza da parte degli enti locali e delle istituzioni che frequentemente non percepiscono i sottesi rischi o non conoscono appieno la relativa normativa”.
La sensazione è che la sicurezza sembra sempre una scoperta postuma, mai una scelta preventiva, un concetto elastico, che si contrae quando l’attenzione cala e si espande solo quando l’opinione pubblica è scossa. I locali di pubblico spettacolo dovrebbero essere soggetti a verifiche periodiche e non si può ridurre tutto a una reazione emotiva, a una stretta emergenziale destinata a durare finché i riflettori restano accesi.
Tra gli organismi deputati al controllo c’è la Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo che ha il compito di monitorare con frequenza l’osservanza delle norme e il funzionamento dei meccanismi di sicurezza di teatri, cinema, locali e strutture temporanee, sale da ballo e discoteche con capienza fino a 5.000 persone, verificando che vengano osservate le norme e le cautele imposte in fase di autorizzazione.
Per questo il tema della sicurezza nelle discoteche e nei locali di pubblico spettacolo cittadini è già stato posto all’attenzione del Consiglio comunale di Cremona con due miei ordini del giorno, uno risalente al 13/12/2018 e l’altro al 23/11/2023, entrambi votati all’unanimità che avevano proprio la finalità di impegnare l’Amministrazione a promuovere un’azione di vigilanza continua, superando le mere verifiche una tantum, per prevenire incidenti e garantire la sicurezza dei frequentatori dei luoghi di pubblico intrattenimento e in particolare delle discoteche.
Con l’interrogazione depositata oggi chiedo pertanto con quale frequenza la Commissione  di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo del Comune di Cremona esegue i controlli periodici per assicurare il mantenimento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di pubblico intrattenimento e in particolare rispetto alle discoteche/locali da ballo della città?
Quando ha effettuato l’ultimo controllo, per quanto di competenza, al Juliette?
Così come avevo già evidenziato con un ordine del giorno presentato in data 6/03/2025 l’emergenza della diffusione delle lame tra i giovani che diventa sempre più attuale tenuto conto dell’episodio del 6 gennaio nel parcheggio del Juliettte e dell’accoltellamento in una scuola di La Spezia che ha portato alla morte di un diciottenne.
A seguito dell’approvazione dello stesso all’unanimità l’assessore Santo Canale ha dichiarato che, in accordo con l’assessore Roberta Mozzi, l’utilizzo delle armi bianche sarebbe stato inserito in percorsi e campagne di sensibilizzazione in tema di civismo e legalità nelle scuole cittadine. Per questo chiedo conto di tale impegno nella consapevolezza che la sicurezza non dovrebbe nascere nel momento dell’emergenza, ma prima, nella cultura della prevenzione, nella capacità degli adulti di pensare per i più giovani, di anticipare ciò che loro non possono ancora prevedere.
Educare significa costruire contesti sicuri e soprattutto non abdicare mai alla funzione adulta assumendo questa responsabilità collettiva nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di aggregazione, nelle istituzioni.

Maria Vittoria Ceraso

capogruppo Lista Civica Oggi per Domani

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