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Questo è un Festival di Sanremo un po’ troppo tradizionale e tranquillo, senza molti guizzi, esattamente come mi immaginavo dalle previsioni. Tra le canzoni ho già le mie preferite: un po’ mi scoccia ammetterlo ma Fedez e Masini hanno un pezzo molto forte, di impatto e ben costruito; mi piacciano molto Serena Brancale e Fulminacci, l’una emozionante, l’altro interessante. Arisa è quella che canta meglio di chiunque altro in gara, canzone da colonna sonora Disney che a me non dispiace. Non mi dispiacciono Levante, Ditonellapiaga, Bambole di pezza e Sayf: quest’ultimo potrebbe riservare sorprese. Luchè capisco che piace molto alle nuovissime generazioni, a me personalmente annoia un po’. Altro non mi è rimasto in testa e reputo la qualità medio bassa rispetto agli altri anni.

Michele Bravi, D’argen, Raf e Renga fanno esattamente ciò che ci si aspetta dai loro pezzi. Tra i figli di, quello che mi convince di più è Leo Gassman. Troppo ricercato e bisognoso di più ascolti Nigiotti. Inascoltabile il brano di Malika, da colonna sonora di una pubblicità mal riuscita. Purtroppo Sal Da Vinci sarà stravotato dal televoto, ma la canzone è terrificante e quando la ascolto non riesco a smettere di ridere.

Sullo spettacolo, che è veramente poco, Achille Lauro vince su tutti: presenza scenica e performance spettacolari, commovente in “Perdutamente”. Avrei preferito che “16 marzo” la cantasse da solo perché a me Laura Pausini non piace molto: urla un sacco e nel duetto ha sovrastato l’autore del brano. Stando sulla Pausini la preferisco conduttrice piuttosto che cantante, anche “Heal the world” l’ha urlata e fatta diventare un suo brano, pur essendoci stato un buon quadro televisivo.

Simpatici Lillo, Ubaldo Pantani e De Lucia. Sprecata la presenza di Pilar. Inutile la modella. Eros Ramazzotti non è tra i miei preferiti, ma è stato bello il momento nostalgia con “Adesso tu”. E quando ha cantato Alicia Keys ha dato una lezione di stile e di canto a tutti quanti!

Aggiungo infine che quando c’è Max Pezzali (foto centrale) sulla nave non ce n’è più per nessuno: si canta, si balla, ci si ricorda dell’adolescenza. Ed è un piacere.

Festival da 6 1/2… Aspettiamo ora le cover e la finale!

Alessandro Parmigiani

#sanremo2026

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