Riportiamo il brano dell’intervista rilasciata il 2 maggio 2020 da Luciano Pizzetti a Tommaso Anastasio per l’Eco del Popolo nella quale l’allora deputato si dice contrario al progetto di un nuovo ospedale a Cremona.
Se avesse “carta bianca” come interverrebbe sulla sanità nel suo quadro d’insieme? Mi spiego meglio: considera “revisionabile” l’attuale sistema nazionale/regionale all’interno del nostro welfare state secondo il modello cosiddetto “Beveridge”, o pensa a qualcosa di diverso?
Il COVID 19 ha fatto emerge qualità e debolezze del sistema sanitario lombardo. Un sistema molto in verticale e poco in orizzontale. Con elevate qualità ospedaliere e basso reticolo territoriale. Un sistema che cura bene le malattie ma non le pandemie. Così com’è configurato il sistema lombardo non è in grado di dare risposte efficaci in termini di salute pubblica. Occorre perciò non che venga cancellato come sostengono i detrattori ideologici, ma che sia aggiornato per renderlo più efficace e più adatto al bisogno di offrire una migliore assistenza sanitaria a tutta la popolazione. Dunque occorrerà investire una quota parte delle risorse del MES per far sì che, accanto all’eccellenza ospedaliera che ogni anno cura 160 mila persone malate provenienti da fuori regione, si strutturi un altrettanto eccellente sistema sanitario di comunità. Perciò è una boutade illogica la proposta di Forza Italia di costruire un nuovo ospedale da 700 posti a Cremona. Perché insegue lo stesso modus operandi che ha generato le inefficienze riscontrate. Perché è un’operazione costosa che porterà con sé la chiusura degli ospedali di Crema e Oglio Po. Perché non investe sulla territorialità. Serve invece che i direttori generali dei nostri ospedali presentino un progetto di ammodernamento e efficientamento delle tre strutture, con relativi costi. Su questo dovremmo impegnarci tutti, confrontandoci per decidere la scelta più utile e per ricercare insieme i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi. Non serve una gara a chi la spara più grossa. Ovviamente servirà rivedere il funzionamento e la gestione delle RSA. In tutto il mondo nelle RSA è stata una vera carneficina. Le persone più fragili anziché più protette sono risultate le più esposte. Ponendo anche rilevanti questioni etiche. Affinché non accada davvero mai più occorre capire come ripensarle. A tale scopo una riflessione che porti ad una riorganizzazione, serve molto di più di un’inchiesta penale che individui presunti colpevoli nella fase dell’inconsapevolezza e dell’impreparazione. Fuori dall’emergenza si potrebbe davvero pensare a una commissione d’indagine parlamentare, utile a capire per concorrere a fornire approcci nuovi e più umani. Anche per questo in alcun modo condivido la mozione del PD lombardo volta ad azzerare i vertici della sanità regionale. Per i tempi e per il merito. Indubbiamente occorre rivedere l’assetto istituzionale della Repubblica. Non per ricentralizzare bensì per delineare in modo più netto ed efficace le funzioni e le competenze di Stato e Regioni. Inserendo la clausola di supremazia nazionale in condizioni di emergenza. Se la riforma della Costituzione proposta nel 2016 non fosse stata bocciata, oggi saremmo stati nelle condizioni di gestire meglio e con maggior appropriatezza questa pandemia.
Sotto il link dell’intervista integrale rilasciata da Luciano Pizzetti a Tommaso Anastasio per l’Eco del Popolo.

























