Nonostante i continui disservizi che si sono verificati nel corso di questi 9 anni, da quando cioè nel 2017 la Giunta Galimberti aderì alla convenzione nazionale Consip scegliendo la francese Citelum, oggi Edison, per la gestione e l’efficientamento dell’illuminazione pubblica cittadina fino ad allora in capo ad Aem, la Giunta Virgilio non è ad oggi pronta per procedere a un nuovo affidamento e si trova costretta a prorogare per un altro anno il contratto con l’attuale gestore in scadenza il prossimo 26 febbraio.
Ciò significa che il Comune di Cremona dovrà corrispondere, anche per il 2026, un canone di 2.500.000 di euro per manutenzione ordinaria ed energia, più 200.000 euro per manutenzione straordinaria per un servizio che fin da subito si è rivelato del tutto inadeguato e inefficiente: intere vie cittadine, se non intere zone urbane, rimangono spesso al buio, pali e semafori danneggiati attendono settimane se non mesi per essere sostituti o semplicemente manutenuti mettendo a rischio la sicurezza stradale, con particolare riferimento agli utenti deboli (pedoni e ciclisti), scarsa luminosità di vie e piazze che fanno sentire i cittadini più insicuri e favoriscono situazioni di degrado urbano.
Tutto ciò avrebbe dovuto indurre la passata e la nuova amministrazione di centro sinistra ad accelerare le procedure per il nuovo affidamento non prolungando di un solo giorno l’attuale contratto. Non regge la giustificazione, rappresentata ieri in Commissione Territorio durante la presentazione del progetto che sarà messo a bando, che si era in attesa delle elezioni del 2024 per lasciare alla nuova Amministrazione la scelta del modello gestionale del nuovo appalto visto che questo impedimento non sembra esserci per la gara del servizio di igiene urbana che vede tutta la fase preparatoria in capo all’attuale Giunta in previsione di una procedura di gara a carico di una futura amministrazione nel 2030.
Tanto più che nel caso dell’affidamento ad Edison si tratta di prorogare, per un intero anno, un servizio non certo eccellente, oggetto di numerosi e continui reclami da parte dei cittadini, di una segnalazione posta anche all’attenzione del Prefetto nel 2020 dagli allora capi gruppo di minoranza, di vari interventi con i quali ho sollecitato più volte la Giunta ad attivarsi per la risoluzione della problematica anche attraverso la convocazione della commissione di vigilanza nel 2022.
Ciò non significa che non sia più che apprezzabile il progetto presentato ieri in Commissione frutto di una valutazione dello stato di consistenza dell’intero impianto illuminotecnico e che prevede un efficientamento complessivo del sistema a un canone annuo di 2.400.000 comprensivo anche della manutenzione straordinaria. Ma proprio in virtù di quanto rappresentato, sia in termini di migliorie della gestione del servizio sia in termini economici, non si può non evidenziare come il ritardo di un anno nell’affidamento della nuova gestione rappresenti un danno per la città tenuto conto che i cremonesi dovranno ancora subire i disservizi legati all’attuale gestione e che se il nuovo affidamento fosse partito alla naturale scadenza di quello precedente avremmo potuto beneficiare, già nel 2026, di un canone ridotto risparmiando circa 300.000 euro.
































