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Signor Direttore

dopo il raddoppio dei costi previsti nel primo progetto Cucinella, dopo aver appreso che il termine dei lavori avverranno dopo 10 anni dalla posa della prima pietra , dopo che  la procedura ambientale obbligatoria (VIA) avviata a dicembre 2025 è stata archiviata il 26 febbraio 2026 dal Comune di Cremona, perché l’ASST non ha risposto in tempo ai quesiti posti dai tecnici comunali, ci permetta di fare un breve punto della situazione per aggiornare i lettori del suo giornale.
Enrico Gnocchi
portavoce del Movimento per la riqualificazione dell’ospedale di Cremona

Una guida semplice per capire i problemi del progetto 

In breve: L’ospedale di Cremona ha bisogno di interventi importanti. Ma la domanda  fondamentale — riqualificarlo o abbatterlo e costruirne uno nuovo? — non ha mai  trovato risposta pubblica documentata. Nel 2021 tutti gli enti coinvolti hanno firmato  un protocollo d’intesa per la nuova costruzione senza che fosse mai reso pubblico  uno studio comparativo. E ora i documenti ufficiali rivelano che il costo è quasi  raddoppiato, oltre metà dei soldi non ci sono ancora, i permessi ambientali  sono bloccati, e i lavori potrebbero finire non prima del 2038-2039. 

  1. La domanda che nessuno ha risposto:  riqualificare o ricostruire? 

Prima di parlare di costi, permessi e tempi, c’è una domanda ancora più  fondamentale: perché abbattere l’ospedale esistente e costruirne uno  completamente nuovo, invece di ristrutturarlo e modernizzarlo? 

La riqualificazione degli ospedali — cioè il rinnovamento, l’adeguamento sismico e  l’ammodernamento di strutture esistenti — è una pratica consolidata in Italia e in  Europa. Molti ospedali, anche grandi e complessi, sono stati rinnovati senza  abbattimento, mantenendo le funzioni operative durante i lavori e con costi spesso  significativamente inferiori. 

Il problema: nel luglio 2021, Regione Lombardia, Comune di Cremona, Provincia di  Cremona, ASST e ATS hanno firmato un Protocollo d’Intesa che sceglieva  direttamente la strada della demolizione e nuova costruzione. Non risulta che sia  mai stato pubblicato — né, per quanto è dato sapere, mai condotto — uno  studio comparativo che mettesse a confronto i costi, i tempi e i vantaggi delle  due opzioni. 

Cosa avrebbe dovuto esserci prima della firma? Uno studio con: 

  • Costo stimato della riqualificazione vs costo della nuova costruzione. • Tempi di realizzazione per entrambe le opzioni. 
  • Impatto sull’utenza (quanti disagi durante i lavori?). 
  • Pro e contro documentati di entrambe le strade. 

Questo studio non è mai stato reso pubblico. È la prima questione che le  istituzioni dovrebbero rispondere. 

  1. Come è nato questo progetto? 

Nel 2019 è emerso che il vecchio ospedale di Cremona ha dei problemi strutturali  seri (non regge bene i terremoti). La pandemia di Covid-19 ha poi reso ancora più  evidente che gli ospedali vecchi non bastano per affrontare le emergenze. 

Nel luglio 2021 tutti gli enti hanno firmato il Protocollo d’Intesa che decideva per la  demolizione e nuova costruzione — senza che i cittadini avessero mai potuto  leggere un confronto documentato con l’alternativa della riqualificazione. È  stato poi organizzato un concorso internazionale vinto dallo studio MCA — Mario  Cucinella Architects con un progetto in legno lamellare circondato da un “Parco della  Salute”. 

A settembre 2025 è stato depositato il progetto tecnico preliminare (PFTE). Ed è qui  che sono emersi i problemi ulteriori. 

  1. Il costo: da 330 milioni a 607 milioni di euro 

Quando nel 2021 la Regione ha avviato il progetto, il costo stimato era di 330 milioni  di euro. Nel 2025, il costo aggiornato è di 606,7 milioni: quasi il doppio. 

Come sono aumentati i costi? 

  • L’edificio ospedaliero principale: da 300 a 438 milioni (+46%) 
  • Demolizione del vecchio ospedale e sistemazione aree esterne: da 30 a 68,5  milioni (+128%) 
  • Un secondo edificio — che nel 2021 non era previsto affatto: 100 milioni (era  zero) 

Importante: la Regione stessa ha scritto nei documenti ufficiali che questi numeri  non sono impegni definitivi, ma solo “previsioni di natura programmatoria“. In  pratica: stime, non garanzie. 

  1. I soldi: oltre metà non ci sono ancora 

Dei 606,7 milioni totali, solo 266,7 milioni (il 44%) sono certi — fondi statali. I restanti  340 milioni (56%) sono definiti ufficialmente “risorse da reperire“: la Regione pensa  di trovarli vendendo proprietà pubbliche, ma non ha ancora stabilito quali, quando e  a quanto. 

I 60 milioni del PNRR (fondi europei) previsti nel 2021 sono spariti dal piano,  perché i ritardi accumulati li rendono incompatibili con le scadenze europee. L’ASST  Cremona non può nemmeno registrare i 340 milioni come entrate nel proprio bilancio  finché la Regione non emette atti specifici.

  1. I permessi ambientali: bloccati o non ancora  avviati 

Il permesso per i parcheggi – Valutazione Impatto Ambientale (VIA) 

Il nuovo ospedale prevede quasi 1.900 posti auto. La procedura ambientale  obbligatoria (VIA) era stata avviata a dicembre 2025 ma il Comune di Cremona l’ha  archiviata il 26 febbraio 2026 perché l’ASST non ha risposto in tempo. È da rifare  completamente da capo. 

Il permesso per le acque sotterranee – Provvedimento  Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) 

L’ospedale userà un sistema geotermico (riscaldamento-raffrescamento) che preleva  molta acqua dal sottosuolo. I progettisti stessi classificano l’impatto come  “RILEVANTE” e “non compatibile” nella configurazione standard. Questa procedura  non è stata nemmeno avviata. 

  1. I tempi reali: termine dei lavori non il 2031, ma il 2038 

Il documento tecnico dei progettisti stessi riporta che il cantiere durerà  complessivamente 10 anni e 8 mesi. Con un avvio ottimistico nel 2028, l’ospedale  completo non sarebbe pronto prima del 2038-2039. 

Le dichiarazioni pubbliche che promettono gara d’appalto e prima pietra entro il 2027  si riferiscono, nella migliore delle ipotesi, al solo inizio della Fase 1 (la parte  centrale del corpo sanitario) — non all’ospedale completo. Nel cronoprogramma  non compare nemmeno la demolizione del vecchio ospedale (11 piani, 12 edifici  circostanti), senza la quale la Fase 2 non può partire (completamento del corpo  sanitario, edifici non sanitari e riqualificazione di tutta l’area devastata dai cantieri).  

  1. Il progetto spezzato in tre pezzi 

Il progetto è stato diviso in tre parti con finanziamenti scaglionati (2025, 2027, 2028).  La legge ambientale italiana prevede che le opere vengano valutate nella loro  totalità: valutare i pezzi separatamente potrebbe far sembrare ogni pezzo ‘piccolo’  rispetto all’opera intera. Questa domanda merita una risposta pubblica da parte delle  istituzioni competenti.

Conclusione 

La vera domanda non è solo ‘quanto costerà il nuovo ospedale’: è perché non si  è scelto di riqualificare quello esistente, e sulla base di quali dati documentati  questa scelta è stata compiuta. 

I documenti ufficiali mostrano tre ordini di problemi seri: 

  • I soldi: costo quasi raddoppiato e oltre metà delle risorse ancora da trovare. 
  • I permessi: autorizzazioni ambientali in grave ritardo o archiviate, che rendono  irrealistici i tempi annunciati. 
  • Il progetto: un’opera unitaria divisa in tre lotti con scadenze sfasate, con metà  della Fase 2 ancora definita solo “per ordini di grandezza”. 

Ma il problema zero — quello che precede tutti gli altri — è che i cittadini di  Cremona non hanno mai potuto leggere un confronto documentato tra la  demolizione e ricostruzione e la riqualificazione dell’esistente. Su un’opera da  oltre 600 milioni di euro di denaro pubblico, questa trasparenza non è un  optional: è un diritto. 

Movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona

Fonti: Fonti: Delibere regionali DGR XI/5066/2021 e DGR XII/4939/2025 — Protocollo d’Intesa luglio 2021 — PFTE
2025 MCA Mario Cucinella Architects — Studio Preliminare Ambientale vol. 1 e 2 (novembre 2025) — Decreto
Comune di Cremona 74/2026 (febbraio 2026)

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