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Solo in tre regioni – LombardiaVeneto e Friuli Venezia Giulia – il  al referendum sulla Giustizia ottiene più voti del No. Nel resto d’Italia sono i contrari a prevalere, anche nelle altre 10 regioni governate dal centrodestra  Tra queste anche la Sicilia dove – a fronte del record negativo di affluenza – il No supera il 60% delle preferenze. Il miglior risultato del No, invece, è segnato dalla Campania con 65,2%. Per quanto riguarda le città, la vittoria del No è molto ampia nei grandi Comuni (anche in quelli con i sindaci di centrodestra) mentre il Sì vince solo a Cremona e nei centri sotto i 10.000 abitanti, in particolare nei piccoli paesi della Pianura PadanaGiorgia Meloni: «Occasione persa, avanti ma resta il rammarico». Renzi: «Ha perso il tocco magico, da oggi è un’anatra zoppa».

“Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento” di questa “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”, ha detto Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1. “Sono contento – ha aggiunto – e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica, e non per noi ma anche per tutti quelli del Sì, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”. Il No, all16,30 è avanti con il … e il Sì si attesta.  Altro dato significativo è il boom di affluenza alle urne: il dato definitivo si attesta intorno al 58,9%. Gli italiani erano stati chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

Quella di oggi è prima di tutto una bella giornata di partecipazione democratica. Anche nella nostra città tante cittadine e tanti cittadini hanno scelto di prendere parte a un passaggio importante per la vita del Paese, confermando un senso civico e una consapevolezza che meritano rispetto. È un segnale significativo, che dice quanto sia ancora forte, anche a livello locale, il bisogno di essere coinvolti nelle scelte che riguardano le istituzioni e la qualità della nostra democrazia.

L’esito del referendum va rispettato fino in fondo dal Governo, non soltanto nel merito ma anche e soprattutto nel metodo. Non è più pensabile continuare a forzare così i passaggi istituzionali, trattando la Costituzione e le regole del gioco come terreno di parte. La Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza, e oggi i primi ad essere sconfitti sono proprio coloro che hanno gestito con arroganza questo processo decisionale.

Adesso però serve uno scatto di responsabilità. Diventa prioritario affrontare i veri problemi strutturali della giustizia: i tempi dei procedimenti, la carenza di organici, il funzionamento degli uffici, l’accessibilità del servizio per i cittadini. E insieme a questo occorre favorire il ripristino di un clima di collaborazione tra i diversi operatori della giustizia, perché senza rispetto reciproco, senza equilibrio istituzionale e senza fiducia, nessuna riforma sarà mai davvero utile al Paese.

Come amministrazione comunale restiamo in campo, con spirito istituzionale e piena disponibilità, per collaborare con le istituzioni della giustizia presenti e dislocate nella nostra città. Lo faremo come abbiamo sempre fatto: nel rispetto delle competenze di ciascuno, ma con la convinzione che il dialogo tra istituzioni sia una condizione necessaria per offrire servizi migliori, rafforzare la coesione e dare risposte più efficaci ai cittadini.

Voglio ringraziare tutte e tutti coloro che hanno contribuito alla campagna per il No: chi si è esposto pubblicamente, chi ha animato il confronto nei territori, chi ha spiegato, ascoltato, tenuto aperto uno spazio di discussione seria. È stato un lavoro importante e prezioso.

E oggi, proprio perché abbiamo difeso un principio democratico, dobbiamo saper costruire ponti. Anche verso chi ha aderito alla campagna del Sì. Non servono muri, rivincite o caricature reciproche: serve aprire, serve ascolto, serve la capacità di tornare a parlarsi nell’interesse del Paese. L’Italia ha bisogno di riforme vere, condivise e credibili, non di prove di forza. Ha bisogno di istituzioni che uniscano, non che dividano.

Ed ecco i risultati di Cremona

    • Votanti: 33536 (63.99%)

  • Voti validi: 33375 (99.52%)

    •    SI: 17061 (51.12%)
    •    NO: 16314 (48.88%)
  • Voti non validi: 161 (0.48%)
  •  In provincia di Cremona trionfa il con il 58,51% dei voti.

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